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Mobili Palaia
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Arte d'arredo dal 1970

Shabby chic, il significato della parola e la sua storia

06

Gen

Shabby chic, il significato della parola e la sua storia

STYLE

Shabby chic significato: tutti ne parlano ma non tutti sanno cos’è precisamente questo stile d’arredamento che sta conquistando sempre più fan anche tra i personaggi famosi. Cerchiamo, dunque, di raccontare, spiegare e definire lo shabby in maniera completa ed esaustiva, in modo che non ci siano più dubbi riguardo le sue caratteristiche. La parola shabby significa letteralmente usurato, invecchiato, logoro, la parola chic la conosciamo tutti.

Trattasi di uno stile di interior design, in cui mobili, accessori e arredi si presentano invecchiati, anzi, maggiori sono i dettagli usurati meglio è rappresentata l’anima di questo stile. Stando a questa prima e importantissima caratteristica, i mobili shabby chic potrebbero essere di qualsiasi età e materiale, ma è l’effetto finale può cambiare completamente: ad esempio, un mobile laccato e moderno può essere shabbato tranquillamente, ma quali sono quelli più adatti allo scopo?

Shabby chic significato, definizione e scelta dei mobili

Nello shabby chic significato e definizione si intrecciano: dopo aver capito cosa vuol dire questo stile, bisogna imparare a scegliere i mobili più adatti al fai-da-te. Trattasi di mobili ricchi di intarsi, perché rappresentano un’età passata e, quindi, l’effetto “polveroso” delle vernici pastello ben attecchisce sulla loro superficie. Lo shabby dà al “vecchio” una seconda possibilità, riportando a nuova vita mobili che altrimenti non guarderemmo neppure.

Silvia Falcone nella sua intervista (che potrai leggere a fine articolo, n.d.r.) ci ha spiegato nel concreto le caratteristiche principali di questo stile: “Lo stile dei mobili che scegliamo di trasformare è molto importante nello stile shabby chic. I mobili da prediligere sono quelli molto lavorati, con bugne, fregi e intarsi che allo stato naturale risultano pacchiani ma che una volta trasformati nei colori dello shabby chic diventano sublimi.

Non sono adattabili i mobili lineari e moderni o meglio possiamo farlo ma non otterremo certo l’effetto finale che possiamo ottenere con i mobili con stondature, modanature, cimase e quant’altro. Se di base un mobile è molto lavorato a volte basta anche solo pitturarlo di bianco e poi abbinarlo a piccoli accessori come candele, gabbiette, cuoricini e tessuti di lino per dare un tocco shabby chic all’ambiente”.

Cos’è lo shabby chic e dov’è nato

Cos’è lo shabby chic? E dov’è nato? Lo stile shabby chic è nato nella buona e vecchia Gran Bretagna, dove i primi barlumi di questo stile si vedevano nelle belle e grandi case di campagna. Elementi tipici, quali divani chintz sciupati, vecchie pitture, parati, tende candide, grandi lampadari, erano presenti in ogni casa signorile. Non a caso lo shabby chic ha molto in comune con arredi d’epoca, soprattutto quelli in stile vittoriano, anche se è l’elemento glamour ed eccentrico a rendere lo shabby chic “diverso” rispetto a tutti gli altri stili di interior design.

Nello shabby chic significato e stile d’arredo coincidono: oltre alla casa di campagna inglese, alle influenze d’epoca e vittoriane, lo shabby chic trae la sua ispirazione da una vasta gamma di stili di arredamento, come quello svedese (vedi la Maison Laffitte in stile gustaviano), quello francese risalente agli incantevoli castelli della Loira, e persino allo stile shakers americano, per il quale l’essenziale semplicità regna sovrana.

Il termine ‘shabby chic’ è stato coniato, per la prima volta, dalla rivista “The World of Interiors” nel 1980, diffondendosi in tutto il mondo da allora e caratterizzandosi secondo declinazioni e sfumature dettate dal proprio gusto e, soprattutto, dalle possibilità economiche! Al giorno d’oggi, infatti, lo shabby chic ha visto aumentare la sua fama grazie all’upcycling – ossia la possibilità di trasformare un vecchio oggetto/mobile/accessorio in qualcosa di nuovo senza riciclarlo, il che permette di parlare anche di shabby chic economico.

Cos’è lo shabby chic per Rachel? Sta di fatto che tutte le tendenze, legate a questo stile, hanno generato una fiorente industria, soprattutto in mobili rivisitati, ridipinti, usurati. In particolare, si faccia riferimento all’attività di Rachel Ashwell, che ha reso mondano questo stile grazie al suo famosissimo negozio a NY, (che ha aperto vari filiali, precisamente a Santa Monica, San Francisco, Londra, Round Top, Tokyo) e al suo Bed and Breakfast in Texas (la foto principale dell’articolo è appunto tratta dal suo The Prairie, n.d.r.).

“Lo stile shabby chic prevede la trasformazione di un mobile prima attraverso il colore. I mobili scuri di legno vengono verniciati usando il bianco e tutte le sue sfumature, ma anche i colori tortora e pastello purché abbiano un tono dall’effetto polveroso, non sono mai colori forti o accesi ma come se avessero uno strato di polvere sopra ed è proprio questa caratteristica a renderli così amabili, sono come ovattati, morbidi e delicati.

Una volta trasformato il mobile con il colore si procede alla decorazione in stile shabby chic, dando l’effetto usurato e invecchiato tipico dei mobili antichi. La vernice spellata, scrostata, la patina di polvere, tipiche di un vecchio mobile vengono ricreate appositamente con la tecnica shabby chic per dare appunto un effetto vissuto quindi shabby al mobile”.

“I tessuti principe dello stile shabby chic sono il lino, il cotone, e i tessuti antichi insieme abbinati in contrasto al pizzo. In camera da letto via libera ai copriletti antichi dai colori chiari, che siano fatti all’uncinetto o ricamati con volant, ricci e merletti  vanno benissimo”. Bianco puro, ecru, tessuti sbiancati, fantasia con fiori d’epoca sono molto popolari e caratteristici dello stile shabby chic.

Un’ultima chicca per tutti coloro che si stanno affacciando con curiosità a questo stile e vogliono dedurre dallo shabby chic significato e storia: la chicca riguarda la scelta degli accessori per arredare casa: si tratta del primo passo per chi voglia ammodernare l’arredo grazie al “vecchio”. Per renderti  l’acquisto più semplice possibile, ti abbiamo preparato una lista di 7 accessori immancabili in una perfetta casa shabby, ma non solo. Ecco la mini-guida della nostra carissima Silvia Falcone, che ha distinto gli elementi stanza per stanza:

in una cucina shabby, gli elementi sono tantissimi ma certo non possono mancare una credenza in stile sahbby chic ed  bilancia vecchia o vintage;
in una camera da letto shabby, il cassettone antico e i pizzi e merletti della nonna;
in un salotto shabby, una poltroncina stile Luigi XVI, credenza in stile shabby chic e lampadario con le gocce di cristallo;
in un bagno shabby, specchio con cornice lavorata e accessori in ferro o ceramica.

Shabby chic moderno o “industrial chic”

Molti credono che lo shabby chic sia legato essenzialmente ad un arredo “total white” incantato e meraviglioso, ma in realtà le sue declinazioni sono molteplici e, la gran parte di queste dipende dai gusti di ciascuno, dal modo in cui si personalizza casa, dalla propria tasca: proprio perché lo shabby chic è uno stile basato sull’upcycling (recupero) e sul recycling (riciclo), proprio perché i veri amanti dello shabby amano mettere alla prova la loro manualità shabbando lo shabbabile, proprio perché è uno dei pochi stili (se non l’unico) che può essere realizzato nelle sue varie sfaccettature con l’arte del fai-da-te, questo stile gode di declinazioni, variazioni, sfumature molto diverse ma tutte ugualmente shabby.

Tra le tendenze più di moda negli ultimi anni, infatti, ritroviamo non a caso l‘industrial chic, ossia uno stile che sposa perfettamente moderno e shabby-vintage creando ambienti accoglienti e piuttosto vari nelle possibilità di arredo. Per quanto non a tutte piaccia, l’industrial chic piace a coloro che non amano gli estremi e infatti, in questo caso, ci si trova perfettamente a metà strada tra ciò che amiamo di più (lo shabby) e ciò che odiamo di più (il moderno).

Insomma, lo shabby chic soddisfa le esigenze di ognuno: siamo sicuri, come diciamo sempre, che un giorno riuscirà a conquistare il mondo intero! Per completare le informazioni, che ti abbiamo elencato, approfondisci l’argomento leggendo l’intervista di Silvia Falcone, l’esperta italiana su questo meraviglioso stile d’arredo.

 

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06

Gen

Bonus mobili per giovani coppie. In 4 clic le condizioni per lo sgravio del 50%

INCENTIVI

Il nuovo bonus mobili è riservato alle coppie che nel 2016 risultino coniugate o conviventi more uxorio da almeno tre anni. All'interno della giovane coppia è necessario che almeno uno dei componenti non abbia superato i 35 anni di età o che li compia nell'anno 2016. 
La coppia deve essere acquirente di un'unità immobiliare che deve essere adibita ad abitazione principale nell'anno 2016. Gli immobili acquistati nel 2016 possono essere destinati ad abitazione principale entro i termini di presentazione della dichiarazione dei redditi per questo periodo d'imposta (termine di presentazione del modello Unico PF 2017). 
La casa deve risultare acquistata nel 2016 o anche nel 2015. L'acquisto può essere effettuato da entrambi i componenti della coppia o da uno solo di essi, purché quest'ultimo sia under 35 nel 2016.

 

Tra i mobili – che devono essere nuovi e non usati - ammessi al beneficio rientrano, a titolo esemplificativo, letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, comodini, divani, poltrone, credenze, nonché i materassi e gli apparecchi di illuminazione che costituiscono un necessario completamento dell'arredo dell'immobile. 
Sono esclusi, oltre ai grandi elettrodomestici, anche porte, pavimentazioni (ad esempio, il parquet), tende e tendaggi, nonché di altri complementi di arredo.

L'agevolazione, da ripartire tra gli aventi diritto in dieci quote annuali di pari importo, si applica nella misura del 50% delle spese sostenute dal 1° gennaio al 31 dicembre 2016 e viene determinata su un ammontare complessivo non superiore a 16mila euro. L'ammontare massimo di spesa sul quale calcolare la detrazione deve essere comunque riferito alla coppia. 
Per fruire del beneficio è necessario che il pagamento per l'acquisto dei nuovi mobili sia effettuato solamente mediante bonifico o carta di debito o credito. Il nuovo bonus mobili giovani coppie non è cumulabile per lo stesso immobile con il bonus mobili già in vigore e grandi elettrodomestici.

L'agenzia delle Entrate sottolinea che la legge di Stabilità 2016 ha prorogato al 31 dicembre di quest'anno l'aumento della detrazione dal 36% al 50% per le spese sostenute per interventi di recupero del patrimonio edilizio, nonché l'incremento delle spese ammissibili da euro 48mila a euro 96mila. Per il 2016 è stato prorogato anche il bonus per l'acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici, di classe non inferiore ad A+, nonché di classe A per i forni e le apparecchiature per i quali sia prevista l'etichetta energetica, finalizzati all'arredo dell'immobile oggetto di ristrutturazione.

 

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Bonus mobili verso quattro miliardi

06

Gen

Bonus mobili verso quattro miliardi

INCENTIVI

Il bonus mobili è stato il fattore determinante per la ripartenza dei consumi sul mercato interno nel 2015, che ha superato gli 11,6 miliardi di euro mettendo a segno, per la prima volta dopo sette anni di cali ininterrotti (con la sola eccezione del 2010) un aumento dell'1% rispetto al 2014. Un recupero che può apparire modesto, ma che in realtà ha significato molto per gran parte delle 30.500 aziende dell'arredo che non hanno una dimensione o una organizzazione adeguate per sfruttare i mercati esteri, ancora di salvezza per il made in Italy durante la crisi.

Lo ha capito bene il premier Matteo Renzi che, intervenendo ieri al Salone del Mobile di Milano, ha rivendicato la proroga del bonus mobili al 50% per tutto il 2016 e la sua estensione alle giovani coppie, svincolato dalle ristrutturazioni edilizie e con un plafond aumentato da 10mila a 16mila euro. Il bonus, ha detto Renzi, «tira quasi 2 miliardi di euro, circa lo 0,1% del pil».

Il valore di questa misura per le imprese dell'arredamento risulta con certezza dall'analisi dalle statistiche fiscali. Secondo l'elaborazione del Sole 24 Ore a partire dalle dichiarazioni dei redditi 2015 (relative all'anno di imposta 2014), risulta che nel suo primo anno e mezzo di applicazione (lo sconto è in vigore dal 4 giugno del 2013), l'incentivo ha mosso acquisti di mobili per un valore di 1,96 miliardi di euro. E il suo “appeal” non sembra smorzarsi. Il valore medio del bonus mobili è infatti cresciuto di oltre l'8% nelle dichiarazioni fiscali presentate nel 2015, passando da 241 a 261 euro. Questo dato racchiude uno dei principali segni di accelerazione della detrazione sull'acquisto di arredi e grandi elettrodomestici. Guardando ai modelli Unico e 730, si vede che nell'anno d'imposta 2013 la spesa media delle famiglie è stata di 4.820 euro, mentre nel 2014 è salita a 5.220 euro.

È un aumento significativo perché si abbina a una apparente stabilizzazione del numero dei beneficiari. Nel 2013, infatti, i contribuenti che hanno utilizzato il bonus sono stati poco più di 173mila in sei mesi, mentre nelle dichiarazioni dei redditi relative al 2014 i beneficiari totali (compresi quelli che hanno acquistato i mobili nel 2013) sono stati circa 376mila. In 12 mesi, quindi, si sono “aggiunti” poco più di 200mila beneficiari. Ma questo dato dovrà essere approfondito: può darsi che nel 2013 ci sia stata una corsa al bonus prima dell'annuncio della sua proroga all'anno successivo. Inoltre, visto che la detrazione sugli arredi è abbinata a quella sulle ristrutturazioni, esiste un limite fisiologico. Non si può escludere, comunque, che alcuni di coloro che hanno comprato i mobili a fine 2013 ne abbiano acquistati altri negli anni seguenti, secondo una prassi avallata anche dalle Entrate a Telefisco 2016. Si spiega anche così il balzo della spesa da 835 milioni a 1,96 miliardi a fine 2014. Un dato che, ipotizzando investimenti costanti nei due anni seguenti, potrebbe largamente superare i 4 miliardi a fine 2016.

Nel 2016, inoltre, si aggiungeranno i ricavi generati dal nuovo incentivo per le coppie under 35 che acquistano la prima casa. A questa misura, scattata il 1° gennaio scorso, guardano con fiducia FederlegnoArredo (che la ha fortemente sostenuta) e le imprese. Per questo, spiegano da Federlegno, nei prossimi mesi il lavoro si concentrerà nel promuovere la misura, di cui c'è ancora scarsa conoscenza tra i cittadini, anche perché la circolare che chiarisce i requisiti per accedervi è stata emessa dall'agenzia delle Entrate solo il 31 marzo scorso. Secondo una proiezione del Sole 24 Ore sulla base dei dati sul bonus finora applicato e di quelli relativi all'acquisto di abitazioni principali, lo sconto per le giovani coppie nel 2016 potrebbe muovere acquisti per un valore di circa 460 milioni.

Per quanto riguarda l'impatto sulle casse pubbliche, in realtà anche lo Stato ci ha guadagnato: in termini di Iva, le spese relative al bonus mobili hanno fruttato allo Stato 360 milioni di euro in un anno e mezzo (contro spese di circa 98,2 milioni nel solo 2014), a cui vanno aggiunte Ires, Irap e Irpef indirettamente generati dal bonus ma non esattamente stimabili.

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